Minos

Qualche tempo fa ho avuto modo di giocare a questo boardgame del 1992 edito dalla Ravensburger.
Il materiale di gioco è abbastanza ricco e succoso: monete di cartone spesso, numerose pedine in plastica trasparente di 4 colori diversi, dadi con una serie di simboli speciali. La plancia di gioco rappresenta il mar mediterraneo suddiviso in sezioni. Insomma si tratta di un prodotto veramente ricco considerati gli standard di oggi.
Scopo del gioco è quello di costruire la civiltà con le città più ricche. Si parte con una nave in mezzo al mediterraneo che sono i nostri primi coloni alla ricerca di una terra da abitare.
Il turno si compone di 3 fasi che si ripetono.

Prima fase: tiro dei dadi per le risorse
Si tirano i 6 dadi per ottenere le risorse di gioco, ovvero movimenti, punti costruzione, denaro, punti battaglia.
Si possono ritirare i dadi fino a 3 volte al fine di tenere la combinazione migliore per il turno di gioco. All’inizio sono molto importanti i movimenti, poi saranno fondamentali i punti battaglia per attaccare le città avversarie.

Seconda fase: esecuzione delle operazioni
Si guadagna denaro in base alla dimensione delle città, si muovono le armate (navi o di terra) per colonizzare o fare guerra, si pagano punti costruzione e denaro per aprire nuovi avamposti dove abbiamo armate. Se incrociamo armate avversarie avviene il combattimento.
Qui entrano in gioco i punti battaglia che, se spesi, consentono di ritirare i dadi finchè non siamo contenti del punteggio ottenuto. La componente fortuna è importante, ma le battaglie sono gradevoli ed originali.

Terza fase: conteggio dei punti
Per ogni edificio posseduto si guadagnano uno o due punti. Edifici speciali raddoppiano il valore del villaggio.

La partita termina quando tutti gli spazi sono occupati e ci sono due città in gioco (ovvero due villaggi completi).

Il gioco è rapido senza troppi fronzoli, una partita si conclude nel giro di un paio d’ore. Consente di combattere tra i giocatori e richiede di pianificare bene le mosse in modo da non perdere turni di gioco inutilmente. In particolare le battaglie sono fondamentali per determinare il vincitore, in quanto rubare un villaggio cambia di parecchio il punteggio di un giocatore.
Per certi versi ricorda Serenissima, per chi lo conosce i due si assomigliano non poco in particolare per la struttura della plancia. Su una recensione su boardgamegeek il gioco è considerato una sorta di Civilization Light, e mi trovo d’accordo con questa visione.
Per concludere, tenuto conto che questo gioco lo abbiamo acquistato a 10 euro in svendita senza sapere che cosa fosse… abbiamo avuto un bel CULO!